domenica 5 marzo 2017

Migliorare le relazioni con l'Intelligenza Emotiva


Avere buone relazioni interpersonali è una ricchezza, è alla base di tutto e ci permette di essere persone serene ed equilibrate. 
Quando però le relazioni non funzionano, sembra risentirne ogni aspetto della vita. 
Per poter avere relazioni efficaci e soddisfacenti, è importante saper comunicare, ma prima di tutto aver sviluppate delle capacità che ci consentono di sintonizzarci emotivamente con l'altro e con noi stessi. 
Da bambini si deve far esperienza della sintonizzazione emotiva: quando ci siamo fatti male la mamma o il papà ci hanno soccorso fornendoci sicurezza e tranquillità. Oppure quando avevamo paura, è stato importante avere dei genitori pronti a consolarci e a farci sentire al sicuro. I nostri genitori lo facevano perché si sintonizzavano emotivamente con noi, e riuscivano a comprendere le nostre emozioni, le riconoscevano e ci aiutavano a viverle e superarle. 

Da queste piccole esperienze, ripetute e continue, di sintonizzazione emotiva, crescendo abbiamo imparato a monitorare le nostre emozioni, a riconoscere le emozioni degli altri, a vivere senza timori eccessivi i momenti difficili, nella consapevolezza che c'era qualcuno che ci forniva ascolto e sostegno. 

Ma cosa avviene se sono mancate queste esperienze?

Non tutti i genitori riescono a sintonizzarsi emotivamente con i loro figli. Non tutti riescono sempre a comprendere empaticamente i bisogni del figlio. Può essere accaduto che anche il genitore a sua volta non ha avuto dei genitori emotivamente accoglienti e quindi non ha fatto esperienza del sentirsi accolti e compresi. E potrebbe perciò far fatica a sintonizzarsi con il proprio figlio se non sa come si fa, e non ha mai fatto questa esperienza. 

Questo vissuto purtroppo è frequente nelle persone che incontro in studio, in persone che sentono di essere insicure, fragili, che hanno paura e non riescono a relazionarsi come vorrebbero. 
Succede perché non hanno avuto modo di fare esperienza del "sentirsi capiti" nei loro bisogni e nelle loro emozioni. 

Avere dei genitori capaci di sintonizzarsi emotivamente con il proprio figlio significa consentire al bambino di sapere che le sue emozioni vengono viste, riconosciute e accolte dall'altro. E tutti i numerosi momenti di sintonizzazione e desintonizzazione, consentono al bambino di creare delle aspettative circa il futuro delle relazioni. 

Sentire la sintonizzazione emotiva permetterà al bambino, da adulto, di costruire relazioni basate sull'empatia, l'ascolto dell'altro, sulla capacità di riconoscere i propri bisogni e quelli altrui e avere per questo relazioni sane. 

Sentirsi invece non ascoltati e compresi nei propri vissuti emotivi di figli, porterà il bambino ad avere difficoltà nel capire se stesso, nel capire gli altri e nel non sapere come fare a gestire quello che prova. In questo modo, è facile immaginare le difficoltà che potrà incontrare da adulto nel costruire i suoi rapporti futuri. 

Cosa fare per curare la mancata sintonizzazione emotiva e riuscire a migliorare le proprie relazioni?

E' importante fare delle esperienze sane e nuove di sintonizzazione emotiva. Da adulti è importante riattivare, in un certo senso, quegli aspetti emotivi che non sono mai stati accolti ed elaborati. 
In questo può aiutare per esempio, il conoscere una persona molto sensibile e attenta che può mostrare come si empatizza con l'altro. 
Ma è molto difficile avvicinarsi e mostrarsi emotivamente ad una persona se non si è mai stati abituati a farlo; aver avuto una carenza nella sintonizzazione può portare ad avere difficoltà nel relazionarsi agli altri. 

Per riuscire a migliorare questo aspetto può essere utile coltivare l'intelligenza emotiva, che è un tipo di intelligenza che utilizziamo proprio nel rapporto con noi stessi e con gli altri e ci aiuta ad essere felici. 

Per intraprendere questo percorso è importante avere un luogo "protetto" per essere aiutati e guidati attraverso esperienze ripetute di sintonizzazione emotiva. 
Il mio lavoro di psicoterapeuta spesso consiste nel fornire un contesto in cui riattivare il sistema dell'attaccamento mettendo in pratica la sintonizzazione emotiva con pazienti che non l'hanno mai sperimentata. Per schematizzare ti presento come si può, attraverso un percorso mirato, riuscire a riattivare questo sistema e sviluppare/incrementare le capacità e l'intelligenza emotiva. 

1) Prima di tutto bisogna conoscere se stessi, esplorare i propri bisogni e riconoscerli. Sembra semplice, ma non lo è. Se una persona non è stata mai "ascoltata" emotivamente, non sa come ascoltarsi, e capire di cosa ha bisogno e cosa desidera. In questa prima fase aiuto il paziente ad esplorare i propri bisogni, a conoscere i propri valori, cosa vorrebbe dalla vita e come se la immagina, proponendo degli esercizi di esplorazione di sé. 

2) Riconoscere, esprimere e regolare le emozioni. Questo passo è delicato ma molto importante. Ascoltarsi non è semplice se da bambini non si è avuto qualcuno che dava importanza e valore a quello che si provava. Quindi accompagno la persona ad esplorare il suo corpo, ascoltando le emozioni che nascono e si esprimono. Dopo il riconoscimento si procede all'espressione delle emozioni e alla regolazione, di quelle emozioni negative che non hanno avuto modo di uscire fuori. 

3) Promuovere l'ascolto attivo e l'empatia. L'empatia è la capacità di cogliere e sentire le emozioni degli altri, cercando di mettersi nei suoi panni. Attraverso tecniche psicologiche ed esercizi, il paziente può, prima di tutto fare esperienza del sentirsi capito e accolto da me, e successivamente imparerà a mettere in pratica queste esperienze. 

4) Acquisire le abilità sociali attraverso social skill training. Attraverso piccoli esercizi in studio, il paziente inizierà a sperimentare nuove abilità sociali che gli consentiranno di relazionarsi al meglio con gli altri. 

Per concludere, voglio sottolineare l'importanza del lavorare per migliorare l'intelligenza emotiva, abilità fondamentale nella vita per relazionarsi con gli altri ed essere felici. Non si può cambiare il passato se i propri genitori non sono stata capaci di essere empatici emotivamente, ma si può scegliere di farsi aiutare per non ripetere gli stessi errori e curare quella parte intima di sé che ostacola la felicità. 
Non è un percorso semplice perché l'idea di non aver ricevuto ascolto emotivo può far soffrire, ma fare esperienza di un terapeuta che ascolta, comprendere e ti fa sentire emotivamente sintonizzato, consente di curare molte carenze e riprendere in mano la propria vita. 

Se hai bisogno di un aiuto, di sentirti capito, prova a scrivermi o chiamarmi per un incontro, e insieme cercheremo di trovare il percorso giusto verso la serenità. 

Dott.ssa Roberta Schiazza - Psicologa e Psicoterapeuta Chieti
www.robertaschiazza.weebly.com
Tel. 340 0072355
roberta.schiazza@libero.it

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